IL TARTUFO

Il tartufo è un fungo ipogeo del genere Tuber ed appartenente alla famiglia delle Tuberaceae: esso nasce e vive sottoterra e si sviluppa in prossimità di radici di alcune specie di piante forestali ed arbusti, in particolare modo querce, lecci, pioppi, tigli, salici e carpini, con cui stabilisce un rapporto simbiotico denominato micorriza che si esplica nel nutrimento che il tartufo trae da essi, sottraendo acqua e sali minerali. Il tartufo è formato da una corteccia esterna detta peridio, che può presentarsi liscia o rugosa e una massa interna carnosa chiamata gleba, che può essere di vari colori (bianco, rosa, marrone, nero) e che evidenzia delle venature che delimitano gli alveoli in cui si trovano gli aschi, grandi ammassi cellulari contententi le spore. Le diverse tipologie di tartufo sono identificate dalle caratteristiche di peridio, gleba, aschi, spore, dimensioni e note organolettiche.
Fin dall'antichità il tartufo è considerato cibo pregiato e misterioso, e si ritrova molto spesso citato in vari scritti: nel I secolo d.C. si diffuse la credenza che i tartufi scaturissero dalla combinazione di acqua, fuoco e fulmini scagliati dal dio Zeus/Giove, e da ciò trasse ispirazione il poeta Giovenale per affermare che il tartufo avesse proprietà afrodisiache dato che il dio era noto per la sua attività amatoria, e fu così che il prezioso tubero venne dedicato ad Afrodite, dea dell'amore.